Sviluppo del business plan aziendale

Sviluppo del business plan aziendale

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Seneca (filosofo)

La pianificazione strategica guida l'azienda nell’impiego delle risorse in specifiche attività e grazie al percorso delineato aumenta le probabilità di raggiungere gli obiettivi di gestione come il risultato operativo e la crescita aziendale armonica ed equilibrata nel lungo periodo.
Ogni azienda ha caratteristiche specifiche, ma in genere quelle che hanno una crescita duratura ed equilibrata nel tempo condividono due tratti tipici della cultura aziendale: la prima è un forte orientamento al marketing per lo sviluppo delle relazioni con i clienti, la seconda è una visione dinamica della gestione di impresa.
Il progetto di Kenning Consulting sullo sviluppo del business plan aziendale ha un forte orientamento dinamico e si propone di produrre un effetto volano sulla gestione aziendale.

Un piano strategico efficace deve essere inclusivo e coinvolgente con il personale che deve applicarlo, fornire risorse adeguate, dare obiettivi coerenti che siano oggetto di verifiche periodiche.
Il piano strategico é un processo essenziale per lo sviluppo aziendale e si costruisce con un lavoro articolato a cui partecipano varie persone impegnate per alcuni mesi. Si compone di varie fasi, la prima riguarda la formulazione della strategia, la seconda si occupa della elaborazione del budget, la terza consiste nello sviluppo e implementazione della strategia. Il processo si completa con la verifica periodica dei risultati raggiunti che é funzionale alla adozione delle correzioni e adattamenti necessari.
Il controllo di gestione svolge una funzione cruciale in questo processo e per essere efficace deve applicare procedure semplici e lineari.
L'attivitá finalizzata alla verifica dei risultati con le funzioni operative, comprende la elaborazione del conto economico consuntivo di periodo da confrontare al budget ed ai consuntivi dei periodi precedenti.
Il controllo di gestione assolve una funzione di supporto essenziale per facilitare il lavoro dei destinatari del conto economico, applicando soluzioni idonee a favorire e semplificare il confronto tra le azioni attuate e i risultati raggiunti.

La forte competitivitá tra i concorrenti nel mercato, unita a crescenti adempimenti normativi e i cambiamenti imprevedibili dell'ambiente di riferimento, rendono la gestione aziendale sempre piú complessa. Ci deve quindi essere un impegno costante per mettere in pratica soluzioni semplici e rapide per fare in modo che le funzioni operative possano impiegare il loro tempo in modo proficuo.

Come deve essere un conto economico gestionale per essere di supporto nella gestione?
Deve avere una visione dinamica per guardare in avanti e fornire un quadro completo della gestione operativa dando un maggior peso alla informazione significativa e tempestiva, rispetto alla precisione e alla forma.
Deve considerare gli stanziamenti di costi previsti per fare simulazioni e proiezioni per il periodo restante alla chiusura dell'esercizio.
Deve avere le voci classificate per destinazione in modo che ogni funzione possa confrontare i costi sostenuti e le risorse impiegate con i risultati ottenuti come il fatturato o il servizio reso ad una funzione a valle del processo di trasformazione. Deve applicare il criterio di cassa per renderlo uno strumento efficace e di facile lettura per il personale operativo.

Per contro il bilancio civilistico é orientato al passato, con le voci registrate per natura e questo impedisce alla singola funzione di capire il peso della propria struttura in termini di costi e risorse assorbite.
Privilegia gli aspetti patrimoniali a corredo della informazione dei terzi, e questo lo rende inadatto per valutare ex ante i risultati possibili delle azioni intraprese a livello operativo per raggiungere gli obiettivi del piano strategico.

A partire dagli anni novanta, con la diffusione dei sistemi gestionali ERP, é abbastanza semplice partire dalla stessa base dati della contabilitá generale per avere un conto economico gestionale ad uso delle funzioni operative.
In tal modo il bilancio civilistico assolve la funzione prevista dalla normativa, mentre il conto economico gestionale svolge un compito ulteriore ma diverso, perchè se variano le esigenze anche gli strumenti di misurazione devono cambiare.
Ovvio che tra il risultato finale dei due elaborati, pur con alcune differenze, ci sono strette relazioni che si spiegano con il prospetto di riconciliazione contabile prodotto su base annuale. Trattandosi di uno sfasamento temporale l'esperienza insegna che nel giro di alcuni anni dette differenze vanno a ridursi progressivamente.

In sintesi, dal punto di vista economico la visione dinamica spinge l'azienda a mantenere un impegno costante sullo sviluppo e introduzione sul mercato di nuovi prodotti per sostituire quelli ritirati dal listino al termine del ciclo di vita.
La visione dinamica è importante anche dal punto di vista finanziario perché spinge la funzione commerciale a considerare lo smobilizzo dei crediti verso clienti funzionale alla crescita e finanzia lo sviluppo e il lancio di nuovi prodotti sul mercato.
Il controllo di gestione puó avere un ruolo cruciale se adotta una visione dinamica, prospettica e applica procedure semplici e strumenti idonei ad accompagnare l’impresa nella implementazione delle linee strategiche prescelte.
Questa è la strada che le PMI dovrebbero intraprendere per competere con successo in un contesto sempre più difficile.

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Vantaggi ottenibili da questo progetto:

  1. Avviare il percorso di sviluppo dell’impresa che punta alla crescita del fatturato e redditività operativa che porta alla indipendenza finanziaria nel lungo termine;
  2. Seguire costantemente la gestione operativa e gli avanzamenti verso gli obiettivi prefissati;
  3. Coinvolgere pienamente le funzioni operative nel percorso di sviluppo dando al personale piena responsabilità delle leve strategiche di competenza su cui intervenire;
  4. Scomporre gli obiettivi generali in sotto obiettivi individuali per avere una piena ed efficace responsabilizzazione del personale operativo, facilitando in modo il controllo degli obiettivi riportati nel piano di incentivazione MBO.
  5. Affinare progressivamente la riconciliazione tra il reddito operativo del conto economico interno con il risultato finale del bilancio di esercizio redatto secondo i principi contabili;

Piccole imprese

Per una piccola impresa un progetto di business plan aziendale si può fare con un costo di 5.000€ complessivi suddivisi in due fasi per diciotto giornate di consulenza:

5.000

  • Gettone di 500€ per quattro mezze giornate di consulenza in azienda necessarie per valutare se passare alla fase due e continuare con il progetto di sviluppo
  • Sviluppo del progetto con sedici giornate di consulenza.

Ai costi sopra indicati andranno sommati quelli di eventuali trasferte opportunamente documentati.

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Medie imprese

Per una media impresa un progetto di business plan aziendale si può fare con un costo di 6.700€ complessivi suddivisi in due fasi per ventiquattro giornate di consulenza:

6.700

  • Gettone di 1000€ per otto mezze giornate di consulenza in azienda necessarie per valutare se passare alla fase due e continuare con il progetto di sviluppo
  • Sviluppo del progetto con venti giornate di consulenza

Ai costi sopra indicati andranno sommati quelli di eventuali trasferte opportunamente documentati.

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Accordo di riservatezza e non divulgazione

Kenning Consulting si impegna a sottoscrivere un accordo di riservatezza a tutela della riservatezza e tutela dei dati aziendali di cui verrà a conoscenza durante la consulenza.

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