Ottimizzazione della supply chain

Selezionare i fornitori migliori per accresce la competitività aziendale

Ottimizzazione della supply chain

Selezionare i fornitori migliori per accresce la competitività aziendale

La gran parte dei costi sostenuti dall’azienda è destinata ai fornitori per l’acquisto di beni e prestazioni impiegati nei processi di trasformazione che permettono di realizzare i prodotti finiti o servizi destinati ai clienti.
Ottimizzare la supply chain significa selezionare i fornitori per dare maggior peso a quelli che generano valore per l’impresa e ridurre il numero di quelli che assorbono risorse senza fornire un contributo.
Questo progetto ha l’obiettivo di migliorare la catena di trasformazione aziendale per renderla più efficiente e aumentare la competitività dell’impresa.

Nella società dell'informazione ogni azienda deve costruire solide relazioni con i propri clienti e fornitori per rafforzare la propria posizione nel mercato.
A maggior ragione, se i processi di trasformazione dell’impresa sono sempre più estesi e complessi, per essere competitivi è necessario guardare oltre il perimetro aziendale e ottimizzare la supply chain.
Il suo scopo è diffondere dati e informazioni per favorire il confronto tra le funzioni e aggiornare il personale sull’andamento dell’impresa.

Detto risultato si può raggiungere con le seguenti attività:

  1. la creazione di una griglia per la valutazione sistematica dei rapporti con i fornitori
  2. l’analisi sistematica dei bilanci dei fornitori
  3. l’inserimento dell’attività di scouting di nuovi fornitori tra le attività tipiche della logistica

Il primo passo consiste nella raccolta sistematica dei dati relativi al servizio prestato o al prodotto fornito dal fornitore specifico, e, con questi dati assegnare un voto ad ogni consegna in modo che la somma dei punti attribuiti al singolo fornitore divisa per il numero di consegne totali esprimerà il suo voto medio. Ordinando i punteggi dei vari fornitori otterremo una griglia di valutazione che collocherà i migliori nella parte alta della classifica.
I fornitori migliori hanno un buon livello di qualità, mantengono il prezzo allineato allo standard, rispettano tutte condizioni dell’ordine come i tempi di consegna, le quantità ordinate, lotti unici ecc., accettano di sottoporsi a un audit quando richiesto.
Diversamente, i peggiori che si troveranno in fondo alla lista, sono carenti su tutti gli aspetti sopra menzionati e vanno sostituirli con altri più adatti a collaborare con l’azienda.

I bilanci dei fornitori sono documenti ricchi d’informazioni e ci dicono se gli stessi fornitori hanno una struttura economico finanziaria solida e quindi buone prospettive di crescita nel tempo. Per contro i fornitori con una debole struttura patrimoniale e un alto indebitamento potrebbero anche fare sconti attraenti, ma sono ad alto rischio e potrebbero lasciare la nostra impresa senza fornitura con la cessazione dell’attività.
Ottimizzare la supply chain ci consente di capire se il fornitore da cui compriamo un prodotto con buone caratteristiche qualitative si trova in un momento difficile. In questi casi se l’obiettivo è conservare il rapporto di commerciale, si può proporre allo stesso fornitore un sostegno finanziario o un altro accordo contrattuale che gli permetta di superare la temporanea difficoltà.

La terza attività è una diretta conseguenza delle due precedenti perché se bisogna fare ordine e pulizia nel parco fornitori è solo con una regolare attività di scouting che si possono avviare nuove relazioni con i fornitori idonei a sostituire gli esclusi.
Ogni settore industriale ha i suoi tempi per attivare un nuovo fornitore, e nello specifico il settore farmaceutico ha i tempi più lunghi che possono arrivare ai due anni complessivi, per la lunghezza della parte normativa e di autorizzazione degli organi di controllo che non si possono ridurre facilmente.
Gli altri settori industriali possono avere minori complessità normative ma, in genere, è difficile riuscire ad attivare un nuovo fornitore in meno di dodici mesi se consideriamo le varie attività necessarie che si riassumono a titolo di esempio:

  1. fare la ricerca di almeno tre fornitori potenziali;
  2. raccogliere dati e informazioni per valutare la loro capacità tecnica adeguata alle necessità operative dell’impresa;
  3. richiedere il preventivo per il prodotto o servizio di interesse;
  4. coinvolgere le funzioni interne che partecipano ai processi perché il cambiamento influisce sulle loro attività ed è opportuno avere il loro consenso di massima sul fornitore che ha inviato l’offerta migliore;
  5. attivare la funzione controllo qualità per fare l’audit al nuovo fornitore;
  6. scrivere il contratto di fornitura che verrà sottoscritto dai responsabili nella versione finale.

Il termine sopra indicato può ridursi, se le necessità lo richiedono, ed è molto legato alle risorse che si possono impiegare in questa attività che è strategica e di grande utilità per l’impresa.

Vantaggi ottenibili da questo progetto:

  1. Maggior efficienza dei processi operativi per la razionalizzazione conseguente alla selezione dei fornitori più efficienti che sono meglio integrati nella catena di trasformazione aziendale;
  2. Consolidamento dei rapporti con i fornitori strategici, e se tra questi ne troviamo uno in difficoltà temporanea proporre un sostegno di natura finanziaria o di altra natura contrattuale;
  3. Riduzione del rischio insito nel processo selettivo;
  4. Sistemare i rapporti in essere e rimediare a eventuali carenze come la assenza del contratto di fornitura.

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Piccole imprese

Per una piccola impresa un progetto di ottimizzazione della supply chain si può fare con un costo di 3.300€ complessivi suddivisi in due fasi per dodici giornate di consulenza:

3.300

  • Gettone di 500€ per quattro mezze giornate di consulenza in azienda necessarie per valutare se passare alla fase due e continuare con il progetto di sviluppo
  • Sviluppo del progetto con dieci giornate di consulenza.

Ai costi sopra indicati andranno sommati quelli di eventuali trasferte opportunamente documentati.

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Medie imprese

Per una media impresa un progetto di ottimizzazione della supply chain si può fare con un costo di 4.700€ complessivi suddivisi in due fasi per diciasette giornate di consulenza:

4.700

  • Gettone di 500€ per quattro mezze giornate di consulenza in azienda necessarie per valutare se passare alla fase due e continuare con il progetto di sviluppo
  • Sviluppo del progetto con quindici giornate di consulenza.

Ai costi sopra indicati andranno sommati quelli di eventuali trasferte opportunamente documentati.

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